Divagazioni musicali.

Annunci

Ingredienti. Il necessario e il superfluo.

Tag

,

Sale e pepe

Sia in corso d’uso che in pausa
riposo se ne stanno comunque
immancabilmente vicini.
A vederli da fuori, racchiusi
in quei piccoli involucri
identici in tutto, verrebbe
da dire: ma che bei gemellini.

Al contrario: uno bianco e uno nero,
il primo diffuso e nostrano
minerale composto, il secondo
spezia esotica e rara figliata
dal botanico regno sotto forma
di arbusto – sale e pepe –
nella storia dell’uomo, si situano
ai poli di un arco il più incongruo,
bizzarro (con inganno connesso)
che confonde le parti tra il massimo
lusso e il bisogno più basso, epperò
non per questo il più frusto.

Per il pepe (costoso e superfluo)
si varcarono oceani, dichiararono
guerre, arrischiarono imperi.
Per il sale (very cheap ma essenziale)
poca o punta attenzione. Lectio brevis?
Scarseggiando in ragione,
una volta appagati giudichiamo
banali quelli che sono,
piuttosto, appetiti primari.

– Franco Marcoaldi –

da L’isola celeste, Giulio Einaudi Editore, 2000

Proposte di lettura. Un piccolo sentiero di semi — Studio Homo Radix

IL SOLE CHE NESSUNO VEDE Meditare in natura e ricostruire il mondo Fra una manciata di giorni si manifesterà nelle librerie. Un canto rivolto ad anime in cerca di pace, di misura, di ristoro. C’è tanto disordine intorno e dentro di noi, questo libro è un piccolo sentiero di semi che conducono ad una […]

via Un piccolo sentiero di semi — Studio Homo Radix

Consigli al poeta.

Tag

,

Sii come l’acqua
quella della sorgente e delle nuvole
puoi essere iridato o incolore
ma che nulla ti fermi
neanche il tempo
Non ci sono strade troppo lunghe
né mari troppo lontani
Non temere né il vento
né ancor meno il caldo o il freddo
Impara a cantare
senza stancarti mai
mormora o insìnuati
o strappa e travolgi
Balza o zampilla

Sii l’acqua che dorme
che corre che gioca
l’acqua che purifica
l’acqua dolce e pura
perché essa è la purificazione
perché essa è la vita per i vivi
e la morte per i naufraghi

– Philippe Soupault –

(Traduzione di Valerio Magrelli, da Antologia della poesia moderna e contemporanea,

a cura di C. Muscetta, Roma 2006)

 

Appunti d’autunno.

Tag

Una foglia

La pioggia ha sempre un carattere meditativo
quando cade a lacrime sottili
come se il tempo nascosto
sotto finestre appannate
stesse valutando con quali eventi mondani
abbozzare i nuovi giorni
e non trovasse soluzione!

Il traffico rallenta
fa lunghi chilometri di solitudine
e torna a casa.

I corpi non più lucidi perdono l’ombra
e le cose la loro natura
come se un albero là fuori
fosse meno albero di ieri.

Così anch’io rifletto
mentre perdo qualche cosa che non conosco
finché non la perdo del tutto!…

Era una foglia!

– Emilio Capaccio –

da Voce del paesaggio, Kolibris edizioni, 2016

MIGRANTES

Tag

, ,

Vengo dal ventre di un dolore

Ai migranti di ieri
che fuggivano dall’Italia,
a quelli di oggi a cui fugge l’Italia.

Ai migranti di ieri
che fuggivano dall’Italia,
a quelli di oggi a cui fugge l’Italia.

Vengo dal ventre di un dolore
che piega il tempo spezza i passi
disperde in danze senza grazia
l’afflato delle anime
scava solchi senza sponde
sulle radici delle mie parole

Vengo da un suono senza echi
dalla pelle strappata di tutti tamburi
vengo dalle voci prigioniere delle urla
dai gorghi di mare e di terra.
Vengo da una preghiera infranta
da una nenia che non si è fatta canto.

Vengo da un dove senza più mappe
da un silenzio vuoto di promesse
da direzioni e bivi sconfitti e intatti.
Vengo su ali che hanno perso i corpi
vengo da un viaggio smarrito
dallo spazio di una città ferita.

Vengo da un nome e da un fuoco
da cenere di pietre e di cielo
vado alla ricerca di un varco nuovo
porto le stesse mani di tutti i giorni
vado verso un confine da scavalcare
portando sulle spalle un respiro da salvare.

– Leandro Di Donato –

(da 4 Poeti Abruzzesi, Edizioni Orizzonti Meridionali, 2004)

Migranti – Derek Walcott — Poesia in Rete

L’onda della marea dei rifugiati, non un semplice passo di oche selvatiche, gli occhi di carbone nei vagoni merci, le facce smunte, e in particolare lo sguardo fisso dei bambini emaciati, gli enormi fardelli che traversano i ponti, gli assali che cricchiano con un suono di giunture e di ossa, la macchia scura che […]

via Migranti – Derek Walcott — Poesia in Rete

Divagazioni musicali – Thelonious Monk | Straight, No Chaser — DeMIUSìK

https://embed.spotify.com/?uri=spotify%3Atrack%3A4jsgnWWPKM45CHfju35xqL

Straight, No Chaser è il sesto album di Thelonious Monk registrato in studio, in una doppia sessione datata 14 novembre 1966 e 10 gennaio 1967, e prodotto sotto la direzione di Teo Macero per la Columbia (da non confondersi con l’omonimo documentario che la Warner Bros dedicò proprio al pianista nel 1988). Il quartetto all’opera […]

via Thelonious Monk | Straight, No Chaser — DeMIUSìK

Poeti ritrovati. Angelo Barile (1888-1967)

Tag

,

Lamento per la figlia del pescatore

Nel fresco giorno ha calcato
sì poca terra il tuo piede scalzo!
Hai fatto questi due passi
fra l’orlo del mare e la piana
soglia iridata di salso
della tua casa a terreno.

Eri sul lembo del suolo
che il grande azzurro frantuma.
Da questa ruga di spuma
vacillavi già in braccio al sereno
come sull’uscio del mondo.

Oh, sulla nostra marina
il tuo soggiorno fu mite
e sottovoce, fanciulla
ammainata come una vela
nel bianco dei tuoi pensieri.
Ora canti sull’altra tua riva.
Noi tristi che non ti vedremo
più cucire le bionde reti,
riempir di guizzo i panieri,
i suoi occhi di calmo celeste.
Ora tuo padre ha dipinto
le sue barche di un filo di lutto,
gli tremi viva nel flutto
battuto dal lacrimante remo.

– Angelo Barile –

da Quasi sereno, Neri Pozza, 1967.

Angelo Barile nasce ad Albisola Marina, presso Savona, il 12 giugno 1888. Sui banchi del liceo stringe una durevole amicizia con Camillo Sbarbaro. Si laurea a Torino in Giurisprudenza. Nel 1913 pubblica un libro saggistico dedicato a Il sentimento cosmico di Giovanni Pascoli. Partecipa alla Grande Guerra, dopo la quale sceglie di abitare nella sua cittadina natale, curandosi dell’azienda familiare di ceramiche. Con Adriano Grande fonda nel 1931 la rivista genovese «Circoli», che mostra di credere ancora nella poesia in versi quando a dominare è il gusto della “prosa d’arte”. L’esordio poetico di Primasera appare presso le edizioni della stessa «Circoli». Resterà a lungo l’unico libro di Barile, ripreso in parte nel successivo Quasi sereno, che appare solo nel 1957. Nel 1965 il complessivo Poesie (1930-1963) (Scheiwiller) raccoglie l’intera produzione lirica di questo appartato poeta, con l’ultima sezione che riprende un’esile silloge appena pubblicata, A sole breve. Risonanze(Quaderni di Persona 1967) raccoglie i suoi contributi critici, in gran parte risalenti agli anni 30. Muore a Savona il 20 maggio 1967.

(nota sull’autore tratta da Il sole 24 ore, Domenica 3 luglio 2016)