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Lamento per la figlia del pescatore

Nel fresco giorno ha calcato
sì poca terra il tuo piede scalzo!
Hai fatto questi due passi
fra l’orlo del mare e la piana
soglia iridata di salso
della tua casa a terreno.

Eri sul lembo del suolo
che il grande azzurro frantuma.
Da questa ruga di spuma
vacillavi già in braccio al sereno
come sull’uscio del mondo.

Oh, sulla nostra marina
il tuo soggiorno fu mite
e sottovoce, fanciulla
ammainata come una vela
nel bianco dei tuoi pensieri.
Ora canti sull’altra tua riva.
Noi tristi che non ti vedremo
più cucire le bionde reti,
riempir di guizzo i panieri,
i suoi occhi di calmo celeste.
Ora tuo padre ha dipinto
le sue barche di un filo di lutto,
gli tremi viva nel flutto
battuto dal lacrimante remo.

– Angelo Barile –

da Quasi sereno, Neri Pozza, 1967.

Angelo Barile nasce ad Albisola Marina, presso Savona, il 12 giugno 1888. Sui banchi del liceo stringe una durevole amicizia con Camillo Sbarbaro. Si laurea a Torino in Giurisprudenza. Nel 1913 pubblica un libro saggistico dedicato a Il sentimento cosmico di Giovanni Pascoli. Partecipa alla Grande Guerra, dopo la quale sceglie di abitare nella sua cittadina natale, curandosi dell’azienda familiare di ceramiche. Con Adriano Grande fonda nel 1931 la rivista genovese «Circoli», che mostra di credere ancora nella poesia in versi quando a dominare è il gusto della “prosa d’arte”. L’esordio poetico di Primasera appare presso le edizioni della stessa «Circoli». Resterà a lungo l’unico libro di Barile, ripreso in parte nel successivo Quasi sereno, che appare solo nel 1957. Nel 1965 il complessivo Poesie (1930-1963) (Scheiwiller) raccoglie l’intera produzione lirica di questo appartato poeta, con l’ultima sezione che riprende un’esile silloge appena pubblicata, A sole breve. Risonanze(Quaderni di Persona 1967) raccoglie i suoi contributi critici, in gran parte risalenti agli anni 30. Muore a Savona il 20 maggio 1967.

(nota sull’autore tratta da Il sole 24 ore, Domenica 3 luglio 2016)

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