Ho passato un’ora
a correggere
una poesia che avevo scritto

Un’ora
Cioè: uno spazio di tempo in cui
1400 bambini sono morti di fame
perché ogni due secondi e mezzo muore di fame
un bambino sotto i cinque anni
nel nostro mondo

E per un’ora è andata avanti
anche la corsa agli armamenti
e 62 milioni ottocentomila dollari
sono stati spesi in quella sola ora
per proteggere le diverse potenze
le une dalle altre
Perché le spese militari nel mondo
ammontano al momento
a 550 miliardi di dollari l’anno
Anche il nostro paese contribuisce
con il suo obolo

Viene spontaneo domandarsi
se abbia ancora senso
in una situazione come questa
scrivere poesie.
E’ vero che
certe poesie si occupano
di guerre e spese militari
e di bambini che muoiono di fame.
Ma altre si occupano
di amore e di vecchiaia e
di prati e alberi e montagne
e anche di poesie e quadri

Se non ci si occupa anche
di tutto il resto
non ci si occupa sul serio
neppure di bambini e pace

– Erich Fried –

(Traduzione di Andrea Casalegno)
Da E’ quel che è. Poesie d’amore di paura di collera (Einaudi, 1988)

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