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Segni, (di)segni.

Cronologia d'assenza

©Francesca Woodman ©Francesca Woodman

Si muore si nasce ad ogni istante
Si piange senza lacrimare si trema senza vibrare
L’arma e’ un foglio bianco uno stupro un’ossessione una punizione
La bestia che addenta la bestia l’umano contrario al troppo dell’umano

Io.
Senza cassetti con sole stanze. Stanze bianche camere sterili in cui gli intestini non riversano bile ma si fanno affettare tratto a tratto ogni giorno quanto basta per anestetizzare l’uomo l’ombra quell’Entità
Stanze di silicio e intenzione l’intenzione delle voci dei deliri e dei bambini
Stanze numerate matematiche di caos destino e necessità
Stanze come macelli in cui vivere e morire ad ogni istante per quel rumore opprimente di un cassetto che non si apre e neanche si chiude. Rumore bianco per non sentire ciò che e’ intollerabile da concepire il senso preciso di d’io che sussulta perenne e senza tregua nella carotide di una carogna

Il mio macello
Il tuo macello
Io, un foglio bianco

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