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Pastorale

C’è un vetro in questa stanza, una finestra
di vetro opaco e resistente. Il sole
traccia sul vetro l’ombra di una pianta
e il rapido percorso di una mosca
in cicliche figure ricorrenti;
un cane dà la caccia a una gallina.

E dietro il vetro azzurro e verde, Io.

Alla mia destra un muro di mattoni,
stipiti, soglia e il vano di una porta
aperta sul giardino e il cielo intenso
solcato di eucalipti, pini, ailanti,
giovani querce, aerei,
voci di uccelli e piante di lillà,
il mio fiore diletto
se più che gli altri ti somiglia.

Il sole muove le ore,
la crescita fomenta delle piante,
trascina le ombre, origina tramonti
e dà corso alla notte.

E a mezzogiorno allaga i prati gialli.

Volgo lo sguardo verso la città,
il gesto involontario degli assenti.

Un uomo falcia l’erba del giardino;
romba un motore, tubano colombe,
ruote, invisibili bambini, cani,
e il falciatore;

ti amo
come le lente nuvole nel cielo
tranquillamente superiori.

– Juan Rodolfo Wilcock –

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