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«Ma avremo Storia a sufficienza

per rimediare alla stoltezza,

o in chiostri ombrosi vagheremo

come druidi di antichi riti,

paghi di balbettare alle fontane

e miti sopravvivere alla spada?

 

Se il fuoco che ci colse sarà estinto,

l’umano combustibile bruciato,

il gesto quotidiano e antico

che logora la penna e la coscienza

avrà lo stesso avuto una ragione?

Ammireranno i nostri calchi

reclinati nel sonno della cenere…»

 

Così pensava Proculo, crucciato,

davanti ad un boccale di falerno.

 

– Mauro Ferrari, I libri di Proculo –

Da “Punto – Almanacco della Poesia italiana”, 4 – 2014, Puntoacapo, 2014

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