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L’insonne è chi non vuole
farsi decifrare dalla notte.
È l’ufficiale di turno
che decide le rotte
perché l’alternativa è il mare.
L’insonne accende
la lampada sul comodino,
fa l’imputato in questura,
risponde alle domande
per evitare la tortura.
L’insonne non sbadiglia,
è fatto certo dal proprio errore.
Per lui la notte diventa una platea,
la partoriente vuota.
Lo libera aprendo il sipario
e bianca retrocede, ignota.

 – Paolo Febbraro, Fuori per l’inverno (Nottetempo) –

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