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Per chi scrive e legge poesia, il 21 marzo è un giorno un po’ particolare. Se proprio vogliamo dar credito ai contenuti delle varie “giornate mondiali” indette da organizzazioni di ogni tipo e nazionalità, oggi ricorre la Giornata mondiale della Poesia. Molti dei poeti e lettori che conosco, a questo punto non si esimeranno dal citare Alda Merini, nata a Primavera, per l’appunto, e la sua caratteristica voce poetica. Io, per me, prediligo di più questa poesia di Octavio Paz, che rappresenta molto meglio lo spirito e la natura della poesia.

Comunque sia, qualunque autore scegliate per accompagnarvi in questa giornata e nelle altre, buone letture!

 

A Juan García Ponce

Come l’aria
disfa e fa
sulle pagine della geologia,
sui tavolati planetari,
i suoi edifici invisibili:
l’uomo.
Il suo linguaggio è un granello appena,
ma bruciante,
sulla palma dello spazio.

Sillabe sono incandescenze.
Piante, anche:
le radici
spezzano il silenzio,
i rami
alzano case di suoni.
Sillabe:
si intrecciano e sciolgono,
giocano
alle somiglianze e dissomiglianze.

Sillabe:
maturano in fronte,
fioriscono in bocca.
Le radici
bevono buio, mangiano luce.
Linguaggi:
alberi incandescenti
di fogliami di piogge.

Vegetazioni di lampi,
geometrie d’echi:
sul foglio di carta
il poema si fa
come il giorno
sulla palma dello spazio.

– Octavio Paz –

(da Ritorno, 1976 – Traduzione di Franco Mogni)

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