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così debole che di per sé
la pioggia non farebbe rumore
se non fosse per le auto
che la pressano e la moltiplicano
in microscopiche cascate
all’incontrario
tra il primo suono indistinto
e il chiaro clamore che subito
torna all’indistinto ricade
una calda coperta
di silenzio
questo ritmo feroce di metallo
e acqua che sembra non finire mai
sta diventando una nenia una ninna-nanna:
il corpo si stende e si ferma
non sa che fare: attendere
qualcosa oppure tagliar
corto ed uscire
(o se visto
dalla parte della pioggia
entrare)

– Biagio Cepollaro –

(da Le Qualità, Biagio Cepollaro, 2012. Preso da www.cepollaro.it)

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