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Il mondo, com’è, non ti resta che accettarlo,
e senza il minimo potere di cambiarlo.
Solo cercare a chi dare la colpa:
ai politici, al demiurgo inetto: o all’interesse.
Oppure dì che Perversione
si è insinuata da ogni parte e poi
ha steso il suo sudicio mantello
a ricoprire questo funerale, già magnifico un tempo, —
e progressivo. Già, un tempo.
Una volta, piangevano i dolenti.

La nonchalance del giovane, l’insipienza
o la complicità di una futile vecchiaia
concordano: finché c’è un arrosto da affettare
l’operaio non pensa che al salario,
la ciurma in carica si genuflette al soldo.
Roma nutre i capri e lascia la pecora alla fame.

– Peter Russel, da This is not my hour (Edizioni del Foglio clandestino, 2010) –

World as it is what can you but accept?
You have no power to change it at all.
Blame it on Politics or on the Fall,
On greed, or call the Demiurge inept,
Or say Depravity, the Fiend, has crept
In on all sides and spread its tainted pall
From top to bottom on this funeral, —
Once a triumphal progress. Mourners once wept.

The nonchalance of youth, aimless old age’s
Unawareness or complicity
Agree: so long as there’s a roast to carve
The workman thinks of nothing but its wages,
The ruling mob to money bends the knee.
Rome feeds the goats and leaves the sheep to starve.

– Peter Russell, Pratomagno, 20th August 1999 –

Piccolo cenno biografico. Peter (Irwin) Russell nasce a Bristol (Inghilterra), il 16 settembre 1921. Durante la seconda guerra mondiale combatte per l’Esercito Britannico in Europa e, in seguito, per l’esercito indiano in Birmania ed in Malesia. Gli anni che vanno dal 1948 al 1956 lo vedono a Londra, gestore di una libreria ed editore dell’importante rivista letteraria Nine. Nel 1950 pubblica An examination of Ezra Pound, la prima antologia di saggi sul grande poeta statunitense. Nel 1964 si trasferisce a Venezia. Negli anni settanta è poet-in-residence presso la Purdue University, West Lafayette, Indiana e presso l’University of Vìctoria, British Columbia. (Canada). Dal 1977 al 1979 insegna presso l’Accademia Imperiale di Filosofia a Teheran. Allo scoppio della rivoluzione islamica, torna a Venezia e vi rimane fino al 1983, anno in cui decide di trasferirsi nel piccolo paese di Pian di Scò, in provincia di Arezzo. Nel 1990 un furioso incendio brucia buona parte dei suoi libri e della sua corrispondenza; egli rimane comunque nella stessa casa e continua a comporre opere di grande rilievo ed a curare Marginalia, la rivista divulgata tra amici (in italiano ed inglese a numeri alterni) e stampata in maniera artigianale. Vive con il figlio Peter George che traduce le sue poesie. Nell’aprile 1998 il Provveditore agli Studi di Arezzo, Prof. Alfonso Caruso lo ha invitato a tenere una serie di conferenze e letture di poesie agli studenti delle Scuole Superiori di Arezzo e del Valdarno. Numerosissime sono non soltanto le sue opere ma anche i riconoscimenti alla sua arte e gli studi fatti sulla sua poesia.

(Fonte: http://www.comune.pian-di-sco.ar.it)

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