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Risveglio

Lo ripete anche l’aria che quel giorno non torna. 
La finestra deserta s’imbeve di freddo 
e di cielo. Non serve riaprire la gola 
all’antico respiro, come chi si ritrovi 
sbigottito ma vivo. E’ finita la notte 
dei rimpianti e dei sogni. Ma quel giorno non torna. 

Torna a vivere l’aria, con vigore inaudito, 
l’aria immobile e fredda. La massa di piante 
infuocata nell’oro dell’estate trascorsa 
sbigottisce alla giovane forza del cielo. 
Si dissolve al respiro dell’aria ogni forma 
dell’estate e l’orrore notturno è svanito. 
Nel ricordo notturno l’estate era un giorno 
dolorante. Quel giorno è svanito, per noi. 

Torna a vivere l’aria e la gola la beve 
nella vaga ansietà di un sapore goduto 
che non torna. E nemmeno non torna il rimpianto 
ch’era nato stanotte. La breve finestra 
beve il freddo sapore che ha dissolta l’estate. 
Un vigore ci attende, sotto il cielo deserto. 

– Cesare Pavese –

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