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Voglio sbatterti il viso sulla pagina
il tuo viso arrivato in picchiata in mezzo ai rami.
Voglio bloccartelo in apnea
nella garza sterile di questa carta H2 O.
Come se il tuo grido da schiantato
fosse tutta l’armatura del tuo corpo
la pelle tesa di desideri tirati ad osso.

Voglio che tu stia stordito nella conca
nel cavo agro della bocca
come la tua parola che scava e scava
coi suoi speroni di stelle
il mio palato di seppia
il mio palato di uva buia.

Voglio premerti con un colpo e una spinta
farti vedere dove vivo
dove sono i miei sigilli
tutti i bulbi dell’orto.
E dopo averti sbattuto alla campana
ritornarti la tua parola illesa
quella che non valeva un assassinio
che non era abbastanza in vita.
Dirti con voce di torcia, la nera
che devi temere le capsule da scoppio
che porto in pieno petto.
Non sono la regina di nessun oro di bologna.
Sono la torre da cui stai per cadere
la torre spinata
sopra un castello di 33 vertebre roventi.

– Tiziana Cera Rosco –

Tiziana Cera Rosco è nata nel 1973 a Milano, dove vive con due creature. Ha pubbilcato Lluvia(Lietocolle,2004), Il sangue trattenere (Atelier, 2003), Calco dei tuoi arti (Lietocolle, 2002) e nelle antologie Il presente della poesia italiana (Lietocolle 2006), L’arcano fascino della bellezza, tributo a Dario Bellezza (Giulio Perrone ed. 2006), Lavori di scavo. Antologia di poeti nati negli anni ’70(RaiLibro, 2004), Poesia in Festival (Teatro Olimpico, Vicenza 2003), Gli Argonauti (Archivi del’900, 2001), Gli Angeli di Novi Sad (Quaderni del Battello Ebbro, 2002), Almanacco del Mitomodernismo(Alassio, 2000).Il Compito (La Vita Felice, curato da Milo De Angelis, 2008)
Attualmente, dopo una scrittura per letture teatrali e rappresentazioni in eventi e mostre artistico/fotografiche, sta lavorando a traduzioni e nuove scritture.

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